Villa Sella e parco dell’ex-sanatorio di Bioglio

Villa di proprietà della famiglia Sella, fu costruita nel 1879 per volere di Giovanni Battista Sella, industriale laniero di professione e parente dei più conosciuti Sella fondatori dell’omonima banca. Il progetto della villa, della dépandance e del parco è opera dell’ingegnere Ercole Balossi Merlo, allievo e poi collaboratore di Giuseppe Balzaretto (1801-1874), il più richiesto progettista di parchi e giardini della Milano di metà Ottocento. Il parco si arricchirà di esemplari nel ventennio in cui resterà di proprietà di Giovanni Battista Sella, ed il patrimonio arboreo verrà successivamente incrementato dal secondo proprietario, l’imprenditore e banchiere genovese Sebastiano Balduino, che si avvarrà del capace giardiniere Giovanni Battista Basso. Negli anni 30 del novecento fu donata al Duce che ne realizzò un sanatorio per gli ammalati di tubercolosi. Dal 1946 è proprietà dello Stato italiano che la adibirà a struttura sanitaria pubblica (1-2).

Nel magnifico parco si trovano splendidi faggi, un castagno secolare, sequoie, abeti, cedri, rododendri, azalee, camelie, palme, ginkgo e molto altro ancora. Tra tutti, gli esemplari più maestosi sono un castagno secolare, che si trova di fronte alla dépandance, locale anticamente adibito ad ospitare servitù e rimessa dei cavalli e che attualmente ospita la comunità “Il punto” (www.ilpunto.org), e gli abeti di Douglas, che si trovano invece nell’area a destra del cancello d’ingresso.

Il castagno (Castanea sativa), censito dalla regione Piemonte come uno degli alberi monumentali della nostra regione, ha circa 350 anni, una circonferenza a petto d’uomo (130 cm) di circa 10,5 m ed una imponente e globosa chioma che si espande a circa 15 m di altezza (3-5). Appartiene alla famiglia delle Fagacee, che comprende, tra i più conosciuti: faggi, cerri, querce e sughere. Può raggiungere un’altezza massima di 25 metri circa, ha portamento espanso e foglie decidue. Si tratta di una specie autoctona, originaria  di Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. I frutti vengono detti acheni o, più comunemente, castagne. Proprio grazie ai suoi frutti il castagno è tradizionalmente simbolo di previdenza, per molte popolazioni europee la farina di castagne aveva sostituito quella di frumento nei periodi di carestia, soprattutto prima che dall’America arrivasse la patata, nel XVI secolo (6). Specie particolarmente presente nel biellese, ha avuto un ruolo di primo piano in quella che è stata definita la “Civiltà del Castagno”, in quanto risorsa insostituibile per l’economia alpina, tanto da essere definito l’albero del pane, oppure, più semplicemente, l’ “Arbo”, ossia l’albero per eccellenza (7).

Il nostro bel castagno è un neonato nel palcoscenico delle secolari, ne esistono infatti esemplari millenari, in Sicilia per esempio è famoso il Castagno dei Cento cavalli a Sant’Alfio (Catania), con un’età stimata di circa 3000 anni (8).

Le Douglasie o abeti di Douglas, scientificamente Pseudotsuga menziesii, sono la seconda specie più maestosa presente in questo parco. Non annoverate tra le monumentali del Piemonte, sono comunque esemplari di notevole prestanza. E’ bene ricordare che la classificazione per gli alberi monumentali non è né ufficiale né obbligatoria ed ogni regione redige le liste con parametri diversi, un monumentale nel Lazio potrebbe non essere riconosciuto come tale in Piemonte e viceversa. Un po’ di dimensioni: circonferenza a petto d’uomo di circa 10 m e altezza delle 5 crescite parallele di circa 40 m, abbiamo davanti sicuramente un esemplare giovane, questa specie può infatti raggiungere un’altezza massima di circa 100 m (8). Ha portamento piramidale e foglie aghiformi tipiche della famiglia di cui fa parte, le pinacee, che comprende, tra le più conosciute, pino silvestre, pino nero, pino marittimo, cedro e larice. Il frutto, comunemente noto anche con il nome di pigna, è detto cono, di colore bruno chiaro, ha portamento pendulo e mostra vistose brattee (foglie modificate che fuoriescono tra le squame dei coni). Si tratta di una specie alloctona, da noi è presente quasi esclusivamente in parchi e giardini. E’ originaria delle regioni occidentali del Nord America ed è stata introdotta in Europa verso il 1830 (6).

Sono proprio questi abeti a crescere nei luoghi in cui è ambientata la famosa saga di vampiri Twilight, girata tra l’Oregon e lo stato di Washington, zona in cui questa specie, come già detto, è autoctona (9).

Segnalo brevemente altri pregiati esemplari presenti in questo favoloso parco: cedri del Libano (Cedrus libani), salendo lungo il viale d’ingresso si trovano alla vostra sinistra; sequoie giganti (Sequoiadendron giganteum), alla destra della prima curva che si incontra procedendo lungo il viale d’ingresso e nello spazio antistante la villa, anche se l’unica presente in questa zona è stata purtroppo vittima di un fulmine anni or sono. Parenti strette delle sequoie costali (Sequoia sempervirens), queste ultime rappresentano la specie a cui appartengono le 10 piante conosciute più alte al mondo. Proseguendo nella rassegna di specie che si possono incontrare: faggi in varietà (Fagus sylvatica) tra cui imponenti esemplari della varietà ‘Asplenifolia’, ‘Purpurea’ e ‘Pendula’ i quali si possono ammirare nella zona di giardino antistante la villa.

In conclusione, si tratta di uno splendido esempio di giardino inglese, un patrimonio unico che il paese di Bioglio ha la fortuna di ospitare sul proprio territorio.

Il parco è sempre aperto, per cui visitabile in qualunque momento e periodo dell’anno.

Parco di Villa Sella - Mappa Botanica

Parco di Villa Sella – Mappa Botanica

Fonti:

1–    LODARI R., a cura di, 2008. Il Paesaggio ordito – Giardini, Parchi e Ville nel biellese. Biella: Lineadaria.

2-    SORMANO C., 1934. Il parco della “Villa Sella” di Bioglio. In “Illustrazione Biellese”, anno IV, n.5, pp: 21-23.

3-    UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO, 2008. Alberi monumentali del Piemonte. L’artistica editore.

4–    Sito della Regione Piemonte (www.regione.piemonte.it/territorio/dwd/paesaggio/alberiMonumentali.pdf)

5-    FRATUS T., 2011. Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte. Marco Valerio Editore.

6-    BANFI E., CONSOLINO F., 2008. Alberi – Conoscere e riconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali. DeAgostini.

7–    DocBi – Centro studi biellesi (www.docbi.it)

8-    FRATUS T., 2013. Manuale del perfetto cercatore d’alberi. Kowalski.

9-    Sito www.lastampa.it, blog “Il cercatore di alberi” di Tiziano Fratus, del 31/12/2012. Un gigante a due passi da Biella. E’ l’abete dei vampiri di Twilight

10- Mappa botanica presente nel parco