Fondazione Minoprio – Como

 

La Fondazione Minoprio si trova a Vertemate con Minoprio nella provincia di Como. Si tratta di un magnifico parco che ospita un ente che offre formazione nel settore florovivaistico, con un ventaglio di proposte che va dalla scuola dell’obbligo all’Università alla formazione continua per chi lavora nel settore. In primavera apre le porte al pubblico proponendo anche interessanti visite guidate. Un giardino in stile inglese in cui si trovano moltissime varietà di camelie, aceri, rododendri, azalee, magnolie, una splendida sophora, e poi peonie, tulipani, piante aromatiche e molto altro ancora. Nel parco sono presenti inoltre due serre che ospitano la flora tropicale e il giardino mediterraneo. Una passeggiata in primavera che può occupare tranquillamente l’intera giornata, nel parco si può pranzare al sacco ma ci si può anche rifocillare al bar presente all’interno della struttura. E’ possibile reperire moltissimo materiale didattico e tutte le specie presenti hanno il cartellino che ne indica il nome. Luogo ideale per imparare moltissimo, anche perché è possibile effettuare la visita con la guida di un esperto botanico, il tutto compreso nel biglietto d’ingresso!

Il parco non è visitabile tutto l’anno, l’apertura al pubblico è in primavera, nel mese di aprile, e in autunno, ad ottobre.

Nella gallery di seguito si trovano alcune specie che si possono incontrare in questo bellissimo parco.

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Metasequoia glyptostroboides

 

Fonti:

Villa Sella e parco dell’ex-sanatorio di Bioglio

Villa di proprietà della famiglia Sella, fu costruita nel 1879 per volere di Giovanni Battista Sella, industriale laniero di professione e parente dei più conosciuti Sella fondatori dell’omonima banca. Il progetto della villa, della dépandance e del parco è opera dell’ingegnere Ercole Balossi Merlo, allievo e poi collaboratore di Giuseppe Balzaretto (1801-1874), il più richiesto progettista di parchi e giardini della Milano di metà Ottocento. Il parco si arricchirà di esemplari nel ventennio in cui resterà di proprietà di Giovanni Battista Sella, ed il patrimonio arboreo verrà successivamente incrementato dal secondo proprietario, l’imprenditore e banchiere genovese Sebastiano Balduino, che si avvarrà del capace giardiniere Giovanni Battista Basso. Negli anni 30 del novecento fu donata al Duce che ne realizzò un sanatorio per gli ammalati di tubercolosi. Dal 1946 è proprietà dello Stato italiano che la adibirà a struttura sanitaria pubblica (1-2).

Nel magnifico parco si trovano splendidi faggi, un castagno secolare, sequoie, abeti, cedri, rododendri, azalee, camelie, palme, ginkgo e molto altro ancora. Tra tutti, gli esemplari più maestosi sono un castagno secolare, che si trova di fronte alla dépandance, locale anticamente adibito ad ospitare servitù e rimessa dei cavalli e che attualmente ospita la comunità “Il punto” (www.ilpunto.org), e gli abeti di Douglas, che si trovano invece nell’area a destra del cancello d’ingresso.

Il castagno (Castanea sativa), censito dalla regione Piemonte come uno degli alberi monumentali della nostra regione, ha circa 350 anni, una circonferenza a petto d’uomo (130 cm) di circa 10,5 m ed una imponente e globosa chioma che si espande a circa 15 m di altezza (3-5). Appartiene alla famiglia delle Fagacee, che comprende, tra i più conosciuti: faggi, cerri, querce e sughere. Può raggiungere un’altezza massima di 25 metri circa, ha portamento espanso e foglie decidue. Si tratta di una specie autoctona, originaria  di Europa meridionale, Nord Africa e Asia occidentale. I frutti vengono detti acheni o, più comunemente, castagne. Proprio grazie ai suoi frutti il castagno è tradizionalmente simbolo di previdenza, per molte popolazioni europee la farina di castagne aveva sostituito quella di frumento nei periodi di carestia, soprattutto prima che dall’America arrivasse la patata, nel XVI secolo (6). Specie particolarmente presente nel biellese, ha avuto un ruolo di primo piano in quella che è stata definita la “Civiltà del Castagno”, in quanto risorsa insostituibile per l’economia alpina, tanto da essere definito l’albero del pane, oppure, più semplicemente, l’ “Arbo”, ossia l’albero per eccellenza (7).

Il nostro bel castagno è un neonato nel palcoscenico delle secolari, ne esistono infatti esemplari millenari, in Sicilia per esempio è famoso il Castagno dei Cento cavalli a Sant’Alfio (Catania), con un’età stimata di circa 3000 anni (8).

Le Douglasie o abeti di Douglas, scientificamente Pseudotsuga menziesii, sono la seconda specie più maestosa presente in questo parco. Non annoverate tra le monumentali del Piemonte, sono comunque esemplari di notevole prestanza. E’ bene ricordare che la classificazione per gli alberi monumentali non è né ufficiale né obbligatoria ed ogni regione redige le liste con parametri diversi, un monumentale nel Lazio potrebbe non essere riconosciuto come tale in Piemonte e viceversa. Un po’ di dimensioni: circonferenza a petto d’uomo di circa 10 m e altezza delle 5 crescite parallele di circa 40 m, abbiamo davanti sicuramente un esemplare giovane, questa specie può infatti raggiungere un’altezza massima di circa 100 m (8). Ha portamento piramidale e foglie aghiformi tipiche della famiglia di cui fa parte, le pinacee, che comprende, tra le più conosciute, pino silvestre, pino nero, pino marittimo, cedro e larice. Il frutto, comunemente noto anche con il nome di pigna, è detto cono, di colore bruno chiaro, ha portamento pendulo e mostra vistose brattee (foglie modificate che fuoriescono tra le squame dei coni). Si tratta di una specie alloctona, da noi è presente quasi esclusivamente in parchi e giardini. E’ originaria delle regioni occidentali del Nord America ed è stata introdotta in Europa verso il 1830 (6).

Sono proprio questi abeti a crescere nei luoghi in cui è ambientata la famosa saga di vampiri Twilight, girata tra l’Oregon e lo stato di Washington, zona in cui questa specie, come già detto, è autoctona (9).

Segnalo brevemente altri pregiati esemplari presenti in questo favoloso parco: cedri del Libano (Cedrus libani), salendo lungo il viale d’ingresso si trovano alla vostra sinistra; sequoie giganti (Sequoiadendron giganteum), alla destra della prima curva che si incontra procedendo lungo il viale d’ingresso e nello spazio antistante la villa, anche se l’unica presente in questa zona è stata purtroppo vittima di un fulmine anni or sono. Parenti strette delle sequoie costali (Sequoia sempervirens), queste ultime rappresentano la specie a cui appartengono le 10 piante conosciute più alte al mondo. Proseguendo nella rassegna di specie che si possono incontrare: faggi in varietà (Fagus sylvatica) tra cui imponenti esemplari della varietà ‘Asplenifolia’, ‘Purpurea’ e ‘Pendula’ i quali si possono ammirare nella zona di giardino antistante la villa.

In conclusione, si tratta di uno splendido esempio di giardino inglese, un patrimonio unico che il paese di Bioglio ha la fortuna di ospitare sul proprio territorio.

Il parco è sempre aperto, per cui visitabile in qualunque momento e periodo dell’anno.

Parco di Villa Sella - Mappa Botanica

Parco di Villa Sella – Mappa Botanica

Fonti:

1–    LODARI R., a cura di, 2008. Il Paesaggio ordito – Giardini, Parchi e Ville nel biellese. Biella: Lineadaria.

2-    SORMANO C., 1934. Il parco della “Villa Sella” di Bioglio. In “Illustrazione Biellese”, anno IV, n.5, pp: 21-23.

3-    UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO, 2008. Alberi monumentali del Piemonte. L’artistica editore.

4–    Sito della Regione Piemonte (www.regione.piemonte.it/territorio/dwd/paesaggio/alberiMonumentali.pdf)

5-    FRATUS T., 2011. Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte. Marco Valerio Editore.

6-    BANFI E., CONSOLINO F., 2008. Alberi – Conoscere e riconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali. DeAgostini.

7–    DocBi – Centro studi biellesi (www.docbi.it)

8-    FRATUS T., 2013. Manuale del perfetto cercatore d’alberi. Kowalski.

9-    Sito www.lastampa.it, blog “Il cercatore di alberi” di Tiziano Fratus, del 31/12/2012. Un gigante a due passi da Biella. E’ l’abete dei vampiri di Twilight

10- Mappa botanica presente nel parco

Messer Tulipano – Castello di Pralormo

Ogni anno, ad aprile, il Castello di Pralormo apre i cancelli a Messer Tulipano, manifestazione che celebra la primavera con la fioritura di circa 50.000 bulbi. Tulipani e poi narcisi, ranuncoli e violette sono i protagonisti di questo annuale appuntamento.

Il parco è opera di Xavier Kurten (http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=369), paesaggista prussiano giunto in Italia nel 1815 e autore di numerosi lavori. Per questo progetto egli sfruttò la privilegiata posizione del castello dal quale è possibile ammirare l’intero arco alpino. Gli alberi furono quindi piantati a creare cannochiali prospettici, mantenuti nel corso del tempo da una sapiente e accurata potatura. Le aiuole di tulipani sono state disegnate e progettate nel rispetto di questa impostazione facendo attenzione a non alterare il disegno originario del parco, e i bulbi dei tulipani vengono piantati in aiuole di terra riportata, una sorta di cuscino adagiato sul terreno originario proprio per non andare a toccare la struttura del parco.

Il tempo capriccioso di quest’anno ci ha concesso una passeggita di un paio di orette, tra tulipani grondanti acqua e sotto un cielo plumbeo… è stato comunque interessante, la manifestazione ospita anche realizzazioni ad opera di artisti, designers, agricoltori e paesaggisti. Ecco la foto di un belvedere molto carino a mio avviso (anche se la foto non è delle migliori…)

Un "belvedere" realizzato con materiali di recupero dall'artista Walter Visentin (www.waltervisentin.com)

Un “belvedere” realizzato con materiali di recupero dall’artista Walter Visentin (www.waltervisentin.com)

Fonti:

 

 

Giardino privato di un caro amico di famiglia

Giardino privato progettato e realizzato interamente dal proprietario. Un giardino perennemente in divenire, che rispecchia la grande passione con cui è stato creato e con cui viene mantenuto. La strada di accesso alla proprietà è sterrata e si snoda sinuosa attraverso un bosco. Ad accogliere gli ospiti alla fine del percorso si trova una splendida casetta bianca immersa nella natura, circondata da una bassa staccionata che ne delimita il perimetro. Proprio il perimetro, o meglio, il modo in cui il perimetro del giardino viene delimitato rappresenta una caratteristica del luogo. Come si può vedere nelle foto della gallery dedicata, il confine è tracciato soltanto con pali piantati nel terreno, un confine facilmente valicabile, sia per gli animali che per le persone. Un tracciato che non è una netta saparazione tra prato, campagna circostante e giardino. Personalmente trovo questa soluzione molto bella. E’ la linea che mette fine al taglio dell’erba, che circonda l’area più raccolta della proprietà. Lo stesso elemento si ritrova anche all’interno del giardino, ai lati dei numerosi sentieri che lo attraversano.

Un po’ ovunque sono posizionati grandi vasi con una surfinia rosa dal fiore di medie dimensioni, elemento che unifica e caratterizza sia il giardino che l’anno in corso, come ho detto in precedenza questo è un giardino in perenne divenire. L’anno prossimo che cosa troveremo in questi vasi? Li ritoveremo? Forse si, li ritroveremo. Da anni vengo qui e quindi posso dire, con relativa certezza, che li ritroveremo. Non posso dire nulla sulla varietà di annuale che ospiteranno, questo no.

Piacevoli zone relax, tavoli per godersi una tazza di caffè, il ping pong, la piscina, piante di ciliegio pendulo sotto cui godersi l’ombra, sono tutto ciò che questo splendido posto, oltre al resto, offre.

Elenco delle principali piante presenti:

  • Rosa ‘The Fairy’
  • Rose in varietà
  • Lychnis coronaria
  • Lampranthus haworthii
  • Felci in varietà
  • Petunia pendula
  • Cotoneaster
  • Parthenocissus tricuspidata (Vite vergine, vite americana)
  • Hydrangea macrophylla (Ortensia)
  • Conifere nane
  • Picea pungens ‘Koster’ (Abete del Colorado)
  • Wisteria floribunda (Glicine)
  • Betula utilis (Betulla)
  • Spirea japonica ‘Goldflame’ (Spirea del Giappone)
  • Edera in varietà
  • Prunus in varietà
  • Aceri in varietà
  • Magnolia liliiflora

 

Alcune foto in una splendida giornata di sole, il 31 dicembre 2012.

 

Il giardino della reggia di Versailles

I giardini della reggia di Versailles sono situati a ovest del palazzo e coprono una superfice di 800 ettari di terreno, gran parte ricoperto da giardini alla francese. Oltre ai meticolosi parterres di fiori e alle numerose sculture, troneggiano le fontane, sparse in tutto il complesso dei giardini. Databili all’epoca di Luigi XIV, le fontane continuano a funzionare con uno dei sistemi idraulici più complessi e duraturi dell’ Ancien Régime, fornendo ai giardini un costante contributo di unica bellezza, anche se l’enorme richiesta d’acqua ha da sempre rappresentato un problema gravoso.

A partire del  1661, anno in cui assume ufficialmente il potere, Luigi XIV dedicò tutta la sua attenzione al progetto di Versailles. Con l’aiuto dell’architetto Louis Le Vau, del pittore Charles Le Brun e dell’architetto paesaggista André Le Nôtre (http://www.baroque.it/luoghi-del-barocco/giardini-e-parchi-barocchi/andre-le-notre.html), Luigi XIV iniziò un programma di abbellimento ed espansione di Versailles che avrebbe occupato tutto il periodo del suo regno e con non poche preoccupazioni.  Da questo momento in poi, l’espansione dei giardini di Versailles seguì l’espansione del castello e come la reggia stessa, anche i giardini conobbero delle campagne di realizzazione (prima campagna di costruzione, 1661-1666; seconda campagna di costruzione, 1670-1678; terza campagna di costruzione, 1680-1687; quarta campagna di costruzione, 1704-1715). A ciascun livello della creazione dei giardini, l’espansione veniva curata dalla direzione del Re Sole in persona.

Per una dettagliata descrizione storica del luogo vi rimando alla pagina di wikipidia (cfr. fonti in calce all’articolo). La visita a questo splendido parco impegna una bella e piena giornata, purtroppo non tutte le aree sono visitabili, ho potuto apprezzarene alcune perchè la visita che ho fatto faceva parte di un percorso di studio, purtoppo però non abbiamo potuto visitare il Grand Trianon. Prima o poi ci tornerò sicuramente!! I parterres sono meravigliosi e punti elevati del giardino permettono di apprezzarne le geometrie. Un maestoso parco per un maestoso castello, a testimonianza di una grande epoca della storia francese e non solo.

Nel 2012 i giardini, assieme al castello, sono stati iscritti tra i monumenti protetti dall’UNESCO.

Fonti:

 

 

 

Parco Giardino Sigurtà – Valeggio sul Mincio

Il 14 maggio 1407, durante la dominazione veneta di Valeggio, il patrizio di Venezia Gerolamo Nicolò Contarini acquista, per 5428 ducati d’oro e 40 soldi, tre fattorie in liquidazione: Scaligera, Viscontea e Carrarese. Nel 1417 costruisce la “casa da patron”, la Domus Magna. 29 anni dopo i figli cedono la proprietà alla famiglia Guarienti, che ne rimarrà proprietaria per i successivi 180 anni, fino al 1626. Il possedimento, cinto da mura, ospita le strutture idonee alle varie funzioni (cappella di famiglia, scuderia, torre colombaia, stalle, porcile, pollaio, magazzini, fienili). Tutta l’area scoperta è suddivisa in appezzamenti più o meno vasti destinati all’agricoltura, al frutteto, all’orto, al bosco in cui andare a caccia e condotto a ceduo turnato misto multiplo onde ottenere la legna destinata alla cucina e al riscaldamento. Ovviamente esiste anche il giardino, riservato agli ozi dei proprietari. Dopo la famiglia Guarienti, segue la famiglia Maffea per un periodo di 210 anni (1626-1836). Nel 1792 il poeta Ippolito Pindemonte per qualche giorno è ospite dello zio a Valeggio, il marchese Antonio Maffei, il luogo valeggiano gli entra nel cuore per i giardini geometrici esistenti e per i paesaggi che si possono ammirare: vi scorge la presenza di una tipica atmosfera romantica. Per eredità la proprietà passa alla famiglia Nuvoloni, e inizia il suo fatale declino. Questa familglia, che avrà la proprietà per 93 anni, ha ospitato gli imperatori Francesco Giuseppe I d’Austria e successivamente Napoleone III di Francia nel giugno 1859. Nel 1929 tutto il complesso viene venduto a Maria Paulon moglie del medico del luogo, che dopo una decina d’anni se ne vuole disfare. Nell’aprile del 1941, l’industriale farmaceutico di Milano, Giuseppe Carlo Sigurtà acquista da Maria Paulon la proprietà. Da allora Carlo Sigurtà e suo nipote Enzo hanno dedicato e dedicano ogni migliore energia a questo originale complesso ecologico.

Nel parco è presente un magnifico esemplare di Quercus petraea (ultima foto della gallery), di 400 anni di età, che nel 2012 è stato sottoposto ad un intervento di consolidamento dei rami. La quercia si trova in posizione isolata, non protetta da altri alberi, per cui soggetta a vento, forti piogge o nevicate, e una chioma ben equilibrata evita che avvengano cedimenti dovuti a cause naturali. L’esemplare gode di ottima salute grazie ad un buon corredo cromosomico e a sapineti interventi di mantenimento che sono stati effettuati durante gli anni.

Il parco è molto grande, una giornata è quello che ci vuole per una visita tranquilla e per godersi una bella giornata di svago. I prati sono vasti e meravigliosi da percorrere, un manto erboso da apprezzare camminando a piedi nudi. Un posto bellissimo a mio avviso, soprattutto per gli splendidi prati verdi, le foto vi convinceranno.

Il massaggio della fratellanza che incontrerete nel giardino e che mi è piaciuto molto:

La terra è un solo paese, siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino

Fonti:

  • www.sigurta.it, “Il Parco Giardino di Sigurtà seicento anni di storia”
  • Gardenia, n. 334 Febbraio 2012

 

 

Villa Carlotta – Tremezzo

La dimora venne commissionata alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici che desiderava per sè un edificio imponente, ma sobrio, circondato da un giardino all’italiana con statue, scale e fontane. Ma fu con Gian Battista Sommariva, il successivo proprietario, che la villa toccò il massimo splendore. Sommariva, imprenditore e collezionista d’arte, acquisì la proprietà agli inizi dell’Ottocento; egli volle che parte del giardino fosse trasformato in uno straordinario parco romantico e che la dimora venisse impreziosita con quei capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez che ancora oggi fanno della villa uno dei templi dell’arte ottocentesca. Alla metà del XIX secolo la proprietà venne donata dalla principessa Marianna di Nassau alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con Giorgio II, il duca di Saxe-Meiningen; quest’ultimo, appassionato botanico, si prodigò per lo sviluppo e l’arricchimento del vasto giardino paesaggistico. Favorito dalla fertilità del terreno dovuta al deposito da parte di antichi ghiacciai di un sedimento particolarmente acido, il parco di Villa Carlotta accoglie da allora la celeberrima fioritura primaverile di rododendri e azalee in oltre 150 varietà ed un patrimonio botanico di grande pregio.

Il giardino si articola in 11 zone:

  1. Le terrazze e il giardino all’italiana
  2. Le camelie
  3. Il teatro di verzura
  4. Giardino roccioso
  5. La valle delle felci
  6. Le azalee
  7. Il bosco dei rododendri
  8. Il giardino dei bambù
  9. Il giardino vecchio
  10. Museo degli attrezzi agricoli
  11. Torretta (XIX secolo)

Dall’elenco si evince che ogni area è caratterizzata da una vegetazione tipica, le zone però si amalgamano molto bene tra loro e ogni passaggio è fluido, naturale. La passeggiata richiede qualche ora, all’interno del giardino ci sono zone in cui si può mangiare, c’è un punto di ristoro, per gli appassionati direi di mettere in conto una giornata intera per la visita, come abbiamo fatto noi. La zona circostante è magnifica e il lago offre un paesaggio molto affascinante in cui trascorrere una bella vacanza.

Alla gallery l’ultima parola…

Fonti:

Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Il Parco nazionale dei laghi di Plitvice (Nacionalni park Plitvička jezera) si trova in Croazia, nel complesso montuoso di Lička Plješivica, in un territorio di fitte foreste, ricco di corsi d’acqua, laghi e cascate. Le prime iniziative per proclamare il parco area protetta risalgono alla fine del XIX secolo, ma il parco venne istituito solamente nel 1949 divenendo il primo parco nazionale croato. Dal 1979 fa parte della lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO (http://whc.unesco.org/). Il parco occupa una superficie di 33.000 ettari e comprende 16 laghi in successione, collegati fra loro da cascate. All’interno del parco si trovano anche numerose grotte di cui solo una piccola parte è agibile. I boschi del parco sono popolati da numerose specie di uccelli,  mammiferi, pipistrelli, farfalle e altri animali, fra i quali l’orso bruno, il cinghiale, il lupo, la lince ed il capriolo.

I laghi sono formati da due fiumi: il Fiume Bianco ed il Fiume Nero, che confluiscono nel fiume Korana. Le acque di questi fiumi sono ricche di sali calcarei (in massima parte carbonato di calcio e carbonato di magnesio), provenienti dalla dissoluzione delle rocce carbonatiche costiutenti la struttura geologica del sito. Questi sali vengono fatti precipitare dalla vegetazione, formando così degli strati di travertino, una roccia sedimentaria recente. Col passare del tempo, questi depositi formano delle vere e proprie dighe naturali che fungono da sbarramenti per l’acqua, crescendo di circa un centimetro ogni anno. Ad un certo punto la pressione dell’acqua rompe questi argini naturali, aprendosi nel terreno nuovi percorsi. Questo meccanismo, in realtà comune a tutte le acque calcaree, a Plitvice ha assunto una particolare importanza. I laghi si suddividono in 12 laghi superiori (in croato Gornja jezera) e 4 laghi inferiori (in croato Donja jezera).

All’interno del parco è possibile spostarsi a piedi, in bici, con la barca o con un trenino. Il percorso che si fa a piedi, all’interno del parco, è costituito in massima parte da passerelle di legno sospese sull’acqua, un percorso particolare e molto suggestivo, anche perchè l’acqua sottostante è di color blu-turchese ed è limpidissima, una meraviglia (vedi gallery dedicata). Le possibilità di alloggio sono offerte da alcuni alberghi e campeggi che si trovano in villaggi nei dintorni del parco, dove è possibile trovare anche numerose camere da privati.

Fonti:

 

Riserva naturale speciale Parco Burcina “Felice Piacenza”

Parco un tempo proprietà della nota famiglia Piacenza, appartiene dal 1953 al comune di Biella. E’ stato realizzato a partire dalla metà del 1800 da Giovanni Piacenza, laniero di Pollone con una grande passione per il giardinaggio ed esperto conoscitore della flora, soprattutto esotica. Il parco è stato realizzato seguendo gli indirizzi del giardino paesaggistico nato in Inghilterra nel 1700. Egli mise a dimora le prime piante nella parte bassa del colle, tra cui le ormai gigantesche sequoie poste davanti al laghetto (1848) e costruì le prime infrastrutture (laghetti, sentieri, strade). Il figlio Felice continuò per più di cinquant’anni, con tanta esperienza ed entusiasmo, l’opera paterna: realizzò la conca dei rododendri, continuò il tracciamento di strade e sentieri, piantò tantissime specie esotiche, seguendo un progetto estremamente informale per soddisfare soprattutto esigenze paesaggistiche ed estetiche.

Il parco è ricco di una notevole varietà di piante e di angoli magnifici. Un bosco di faggi in varietà è uno spettacolo da non perdere, in qualsiasi stagione. Le foglie vanno dal giallo-verde al verde intenso, dal rosso scuro al rosso fuoco, il contrasto con la splendida corteccia grigia e liscia regala un effetto unico. Il faggio è la mia pianta preferita, e credo di aver iniziato ad amarla proprio in questo parco. La valle dei rododendri vanta esemplari di notevoli dimensioni e il periodo di massimo splendore è in primavera, quando tutta la valle fiorisce. Una perla a ridosso delle prealpi biellesi, che vanta l’intervento di un personaggio di spicco come Pietro Porcinai, che negli anni ’50 progettò il nuovo accesso con il ponte sul rio Vandorba.

Alcuni avvenimenti salienti ne punteggiano la storia più recente: nel 1959 sono stati rinvenuti alcuni reperti archeologici (asce, spiedi, brocche in bronzo); nel 1967 un tornado ne sconvolse l’assetto; nel 1980 fu istituita l’odierna Riserva Naturale Speciale del Parco Burcina (per il 72% del Comune di Biella e per il 28% del Comune di Pollone) per preservarne le rarità botaniche e la fauna locale.

Se decidete di visitare Biella una passeggiata in questo parco vi convincerà della bellezza che si può trovare tra le nostre montagne!!

Elencherò alcune delle specie che si possono incontrare e poi lascerò la parola alla ben più esplicativa gallery dedicata:

  • Rhododendron spp
  • Fagus sylvatica
  • Fagus sylvatica f atropunicea
  • Fagus sylvatica ‘asplenifolia’
  • Cercis siliquastrum
  • Sequoiadendron giganteum
  • Liriodendron tulipifera
  • Hydrangea spp
  • Betula spp
  • Quercus suber
  • Davidia involucrata

Fonti:

  1. http://www.parcoburcina.org/
  2. http://www.meteweekend.it/

 

Villa Taranto – Pallanza

Nel 1931 il Capitano scozzese Neil Mc Eacharn (1884-1964) acquistò la propietà ed iniziò a progettare e realizzare il suo giardino reperendo semi e piante da ogni parte del mondo. Le tappe della creazione dei nuovi giardini videro diverse fasi lavorative, sino alla loro ultimazione nel 1940.

Realizzato così il “suo” giardino, che chiamò Villa Taranto, in memoria di un suo antenato, il Maresciallo McDonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone, il Capitano volle che il significato dell’opera cui aveva dato vita venisse proiettato nel tempo e donò la proprietà allo Stato Italiano esprimendo il desiderio che la sua opera avesse continuità nel futuro.

La passeggiata all’interno del giardino è un piacevole viaggio attraverso la natura e un ottimo luogo didattico. Si incontrano diverse specie rare (nymphaea victoria cruziana, dicksonia antarctica, davidia involucrata) e diverse zone (la fontana dei putti, il labirinto delle dalie, le serre, i giardini terrazzati, la zona dei fiori di loto). La villa è oggi sede della prefettura del Verbano Cusio Ossola dal 1996 e non è visitabile.

All’uscita è possibile acquistare vari tipi di piante che si trovano all’interno del giardino, ottima proposta io credo, gli appassionati non resistono!!! Infatti noi (io e mia zia) abbiamo acquistato una bellissima lantana camara da regalare alla mia nonna.

Come al solito le immagini valgono più di qualsiasi parola…

Fonti:

  1. www.villataranto.it/
  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale